Archivi della categoria: Discorso

“Dov’è, o morte, la tua vittoria?”
Editoriale per la "Gazzetta di Foligno"
04-04-2021

Anche quest’anno il festoso annuncio pasquale risuona nel contesto di una nuova ondata dell’emergenza sanitaria che, come un’alluvione, ha spazzato via una moltitudine immensa di vite umane. I cipressi dei cimiteri sono testimoni della lunga processione di bare in cui sono state composte le spoglie di coloro che la pandemia ha condotto al “capolinea” dell’esistenza terrena nella solitudine più desolata. I cipressi, tanto radicati nella terra quanto slanciati verso il cielo, custodiscono il pianto, grondante di lacrime, di chi ha perso una persona cara senza poterle assicurare l’omaggio della vicinanza nel momento dell’agonia e la carezza di un ultimo sguardo. (…)

“Al vedere la stella”
Editoriale per la "Gazzetta di Foligno"
27-12-2020

Tornare alla grandezza della semplicità: questa è l’opportunità da cogliere nelle festività natalizie di quest’anno, segnate dalla seconda ondata dell’emergenza sanitaria. (…)

Saluto al Sindaco di Foligno, avv. Stefano Zuccarini
15-06-2020

Ringrazio il Sindaco di Foligno, Avv. Stefano Zuccarini, per le cortesi parole di saluto che mi ha rivolto nell’imminenza del trasferimento nella Diocesi di Orvieto-Todi. Obbedire significa partire e partire vuol dire un po’ morire, non per quello che l’obbedienza chiede ma per quanto la gratitudine esige. L’emergenza sanitaria mi ha permesso di distribuire, in un ampio arco di tempo, la sofferenza del distacco da questa città che ho profondamente amato, scoprendone sia la bellezza del territorio, sia la ricchezza del patrimonio culturale e del tessuto sociale. Benché io non sia Etrusco, ma Umbro, essendo nato alla sinistra del Tevere, a Bastia, tuttavia sono cresciuto a Perugia; Bastia, per il Centro fieristico, e Perugia, per la sua egemonia di capoluogo di Regione, sono città a cui Foligno ricorda di essere “lu centru de lu munnu”. Il 5 ottobre del 2008 sono arrivato a Foligno con questo “bagaglio”; mi è servito poco tempo per inserire il Topino nel mio albero genealogico. Come vescovo ho sposato questa città e con sincerità di cuore mi sono impegnato a servire la Chiesa diocesana avendo come unico criterio quello indicato dal Signore: “fino alla fine”. (…)

Cantieri in allestimento
Editoriale per la "Gazzetta di Foligno"
03-05-2020

La bellezza di ogni creatura sta nella capacità di rinnovarsi. Anche la Chiesa deve ripensarsi in ogni stagione della sua storia. La forza di sostenere un processo di riforma permanente è, dunque, un atto di forte responsabilità pastorale. Davanti alle sfide del tempo presente – segnato da dure prove e stimolanti avventure – è necessario riscoprire l’essenziale, indicato dal sommario di Atti 2,42-47: “la perseveranza nell’insegnamento degli apostoli e nella comunione, nello spezzare il pane e nelle preghiere”. La Diocesi di Foligno non può esimersi da questa responsabilità, nel momento in cui deve allestire sia il cantiere edile di San Feliciano, sia quello legato alla grande opera del cammino pastorale da portare avanti con chi sarà chiamato a succedermi sulla Cattedra del nostro Patrono. (…)

Sepolcro aperto e Cenacolo chiuso
Editoriale per la "Gazzetta di Foligno"
12-04-2020

“Mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse: ‘Pace a voi!’” (Gv 20,19). Queste parole gettano un fascio di luce sulle tenebre che, nelle circostanze attuali, riempiono tutto di “un vuoto desolante”.

“Vi affido a Dio e alla parola della sua grazia”
15-03-2020

Il Santo Padre Francesco mi ha chiesto di caricare sulle spalle un nuovo gregge di fedeli, quello di Orvieto-Todi, senza lasciarmi sfuggire dal cuore coloro che mi sono stati affidati a Foligno. Sono consapevole che “l’obbedienza non restringe ma allarga l’abbraccio” e che il Signore ha domandato ai suoi primi discepoli non solo di tirare a terra le barche, ma anche di deporre sulla riva i pesci che Lui stesso ha fatto loro pescare.

“Ammirabile segno”
22-12-2019

L’allestimento del presepe, più che un appuntamento annuale, è un avvenimento spirituale. “Rappresentare l’evento della nascita di Gesù – scrive papa Francesco nella lettera apostolica Admirabile signum – equivale ad annunciare il mistero dell’Incarnazione del Figlio di Dio con semplicità e gioia. Il presepe, infatti, è come un Vangelo vivo, che trabocca dalle pagine della Sacra Scrittura”. Allestire il presepe è un esercizio di “fantasia creativa”, che impiega i materiali più disparati per dare vita a piccoli capolavori di bellezza. Comporre il presepe è una maniera genuina di comunicare il Vangelo: è un processo di trasmissione della fede – dai genitori ai figli, dai nonni ai nipoti – che invita a “servire” la povertà del Figlio di Dio nei fratelli più bisognosi. (…)

La sinodalità delle Chiese che sono in Umbria – Collevalenza, 6 giugno 2019
06-06-2019

La sinodalità esprime il mistero della Chiesa come comunione, sia nella sua dimensione spirituale, sia sul piano dinamico dell’agire. Prescindendo da un esame delle fonti della nozione di sinodalità, da uno sguardo sulle sue realizzazioni storiche, dalle sue applicazioni ai diversi livelli della vita ecclesiale e dalla sua specificità rispetto ad altri concetti affini, come quello di collegialità, occorre sottolineare che essa è venuta alla ribalta nella teologia cattolica dopo il rinnovamento operato dal Vaticano II…………..

Relazione tenuta alla Giornata di Santificazione Sacerdotale a Collevalenza