Spirito di Assisi: la città diventi sempre più un laboratorio di pace

Assisi, 27 ottobre 2026

Mons. Accrocca annuncia corso universitario, giornata di preghiera ogni 27 del mese, campi di volontariato al Serafico per giovani di etnie in conflitto

 

Carissime Fratelli e Sorelle,

è grande la gioia – mia personale, della Chiesa particolare e dell’intera comunità civile – per l’incontro odierno, che evidenzia con chiarezza solare quale sia la via da percorrere se si vuole assicurare all’umanità un futuro.

Chiamato dalla Provvidenza a succedere al vescovo che guidò il giovane Francesco, sento che è mio compito oggi intensificare gli sforzi affinché la città serafica diventi sempre più un laboratorio di pace, per esser fedele all’esempio di colui che – «munito solo dello scudo della fede» – si recò disarmato davanti al Sultano al-Malik al-Kamil e da lui «fu onorevolmente accolto». Il giorno 27 di ogni mese la nostra Chiesa locale, in continuità con lo “Spirito di Assisi” invita anche le altre fedi religiose a pregare per la pace.

Ritengo inoltre degno di nota il fatto che proprio in Assisi l’Università di Perugia, in titolo congiunto con l’Università Cattolica di Lione, avvierà un corso di laurea in «Processo di pace, coinvolgimento dell’opinione pubblica, attività di sensibilizzazione, cultura ed etica».

Al tempo stesso, c’è il desiderio di realizzare, sin dall’estate prossima, campi di volontariato e di preghiera in favore dei ragazzi dell’Istituto Serafico: far condividere l’esperienza, oltre che a giovani del nostro territorio, a ebrei e palestinesi insieme, così come a russi e ucraini, a hutu e tutsi e quindi a tanti altri di tutte le latitudini del mondo attraversate da tensioni interetniche finalmente uniti per fare del bene, costituisce infatti una semina importante al fine di combattere i germi di odio sistematicamente seminati da coloro che dalle tensioni e dalle guerre traggono i loro sporchi guadagni, piccoli, grandi o enormi che siano.

È proprio a questi che ricordo – con le parole di san Francesco, nella Lettera ai reggitori dei popoli – come anche per loro «il giorno della morte si avvicina» e «quanto più sapienti e potenti saranno stati in questo mondo, tanto maggiori tormenti patiranno nell’inferno». Risulteranno evidenti, allora, le parole di Dante Alighieri: «Quanti si tegnon or là sù gran regi / che qui staranno come porci in brago, / di sé lasciando orribili dispregi!» (Inferno, VIII, 49-51).

Ciò che invece è seminato nella pace produrrà frutti di pace. Così è per l’incontro odierno, la cui memoria resterà in benedizione. Sì, la pace è possibile, una nuova umanità è possibile! Se non prima, l’appuntamento è fissato ancora qui, spero, fra dieci anni, quando si celebreranno i cinquant’anni dello “Spirito di Assisi”.

Grazie ancora per la vostra presenza e il contributo da voi dato in questi giorni.

 

† Felice Accrocca

Arcivescovo, Vescovo delle Diocesi

di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino e di Foligno