Verbale del CPaD

Consiglio Pastorale Diocesano
23 ottobre 2015
Verbale
Oggi 23 Ottobre 2015 alle ore 21 presso il Museo diocesano si è riunito il Consiglio Pastorale Diocesano presieduto dal Vescovo Mons. Gualtiero Sigismondi per discutere il seguente Ordine del Giorno: 
1. Verifica dell’Assemblea diocesana
2. Verso il nuovo Consiglio Pastorale (analisi della verifica e suggerimenti)
3. Iniziative per il Giubileo
4. Varie ed eventuali
Svolge la funzione moderatore il sig. Francesco Savi, verbalizza la sig.ra Maria Chiara Giacomucci. 
Risultano assenti ingiustificati: Bartolini Villelmo, Benna Mario, Bibi Maria letizia, Bonollo Luigi, camilli Paolo, Capoccioni Angelo, Casini Diego, Cristiano Antonio, Di Salvo Roberto, Fioretti Bernard, Fioriti Maria, Grieco Claudia Maria, Lazzari Simona, Mancinelli Eros, Marchi Franco, Mosconi Patrizia, Passalacqua Rossella, Pollice Stefano, Santarelli Alfredo, Ventura, Zampognini Paolo.
Sono assenti giustificati: Calderini Tommaso, Del Vaso Rita, Fanelli Rita, Morici Simonetta.
Si allegano al presente verbale le firme di presenza.
1.  Il moderatore presenta il resoconto sulle schede per la verifica pervenute alla segreteria:
Per quel che riguarda la pre-assemblea si ritiene che l’organizzazione sia stata buona/Ottima, i lavori di gruppo Buoni, la quantità e qualità delle domande Buona/Accettabile;
L’assemblea è stata valutata nel seguente modo: l’accoglienza Discreta, tempi e luoghi Pienamente adeguati, le relazioni hanno risposto Poco alle aspettative, ma sono state considerate comunque Abbastanza utili.
Dai commenti si evince inoltre che i lavori di gruppo della pre-assemblea debbono essere utilizzati come base di lavoro dagli Uffici, e le sintesi devono essere rese note al CPD; le domande sono state troppe, troppo lunghe e avrebbero dovuto essere poste prima e non dopo la relazione; i temi devono essere utilizzati durante l’anno pastorale; il numero dei partecipanti è calato soprattutto nella seconda parte dell’assemblea.
Al resoconto del moderatore segue il dibattito nel quale emergono le seguenti ulteriori valutazioni: sicuramente la pre-assemblea è un momento molto sentito, è molto buona la partecipazione (aumentata rispetto allo scorso anno), segno che c’è voglia di confrontarsi; i relatori dell’assemblea devono essere meglio individuati in modo che le relazioni siano meno generiche, più puntuali e più rispondenti alle domande poste che però devono essere poche e concrete.
Si ipotizza di modificare la struttura dell’assemblea, soprattutto del dopocena, in vari modi: riprendendo i lavori di gruppo, aprendo il dibattito e si ipotizza anche di strutturare l’assemblea in lavori di gruppo rinunciando al relatore; si conclude che non è possibile rinunciare al relatore, ma che occorre cominciare a pensare all’assemblea molto prima.
2. Anche per quel che riguarda il secondo punto all’OdG Savi riporta quanto emerso dai questionari inviati: si richiede maggiore rapidità nel sostituire gli assenti ingiustificati, che il CDp sia maggiormente sostenuto dai Consigli Parrocchiali, che si riveda la rappresentanza delle unità pastorali e che il mandato sia personale; per quel che riguarda la segreteria si richiede che abbia una maggiore continuità di lavoro, che siano maggiormente trasparenti gli strumenti di lavoro e meglio reperibili i verbali.
Il moderatore ricorda inoltre il discorso che il Papa ha fatto in occasione dei 50 anni dall’indizione del Sinodo dei Vescovi, in cui, riferendosi tra l’altro ai Consigli presbiterali e pastorali, afferma che “soltanto nella misura in cui questi organismi rimangono connessi col “basso” e partono dalla gente, dai problemi di ogni giorno, può incominciare a prendere forma una Chiesa sinodale: tali strumenti, che qualche volta procedono con stanchezza, devono essere valorizzati come occasione di ascolto e condivisione”.
Il Vicario diocesano inoltre ricorda che si è riunita la Consulta delle Aggregazioni Laicali che ha già espresso i suoi rappresentanti; tuttavia rileva l’assenza di numerose aggregazioni laicali, spesso assenti anche ad altri appuntamenti diocesani. Sottolinea inoltre come, nel corso del quinquennio, alle riunioni del CPD siano stati poco presenti i religiosi. Per quanto riguarda il futuro propone infine di diminuire la rappresentanza dei diaconi e di individuare delle modalità per rendere maggiormente presenti le Unità Pastorali.
Segue il dibattito: si sottolinea come nel corso degli anni sia diminuita la partecipazione ed emerge la difficoltà per il CPD a lavorare in una diocesi in cui spesso nelle parrocchie non sono convocati i consigli parrocchiali e si propone, per coinvolgere le varie realtà rappresentate nel CPD, di invitarle a turno per presentarsi e proporre le proprie “buone pratiche”.
Si sollevano dubbi sulla necessità che ci siano rappresentanti degli Uffici all’interno del CPD, in quanto si ritiene più opportuno che gli Uffici si riuniscano tra di loro per meglio coordinarsi; si rileva che il CPD dovrebbe darsi un programma annuale concentrandosi sulle questioni diocesane per fornire indicazioni da affidare al vescovo; il lavoro del CPD potrebbe andare al di là delle singole riunioni, in quanto, tramite Internet, potrebbero essere inviate riflessioni alla segreteria perché possano essere girate a tutti i membri del Consiglio.
3.  Il Vicario diocesano presenta le proposte per vivere in Diocesi il Giubileo:
• preparare un sussidio per spiegare il senso di questo Giubileo alle famiglie, da portare nelle case durante il periodo della benedizione delle famiglie: allo scopo occorre insediare una commissione che oltre che del sussidio si occupi della cerimonia di apertura;
• vanno vissuti come momenti di celebrazione del Giubileo, oltre ovviamente alla cerimonia di apertura il 13 dicembre, alcune iniziative “ordinarie”:
o l’adorazione “24 ore per il Signore”
o il premio della bontà 
o il cammino dietro la croce
o il pellegrinaggio diocesano a Collevalenza
Inoltre ogni settimana di quaresima il Vescovo sarà presente in una zona pastorale della Diocesi; dovrà essere dedicata al Giubileo una pagina della Gazzetta e questo evento dovrà essere adeguatamente presente anche negli altri mezzi di comunicazione della diocesi; dovranno anche essere fatti segni concreti di misericordia nei confronti della città; verrà forse organizzato, infine, un pellegrinaggio regionale a Roma.
Il direttore della Caritas ricorda che proprio come gesto di misericordia potrebbe essere realizzata dalle parrocchie l’accoglienza di profughi.
4. Si chiede ad Antonio Nizzi di informare circa le novità relative al Convegno sul Concilio: Antonio Nizzi ricorda che il convegno rilegge il Concilio con uno sguardo su Ecumenismo, libertà di Coscienza e… , si estenderà l’invito anche alle comunità dei cristiani non cattolici presenti nella provincia di Perugia; il Convegno si terrà il 5 Dicembre e sarà opportuno, vista anche la presenza di relatori importanti, sollecitare la presenza degli operatori pastorali.
A conclusione della seduta il Vescovo afferma che, se è vero che le tematiche dell’assemblea devono entrare nella celebrazione diocesana del Giubileo, occorre ricordare che il grande ponte è proprio la Misericordia.
Per quel che riguarda il CPD, occorre, perché questo funzioni, la connessione verso il basso e quindi con le realtà parrocchiali. Quello che non funziona è la periferia degli organismi parrocchiali. Per far funzionare un organismo è necessario il calendario delle sedute, segno della volontà che tale organismo funzioni e lavori. Non funzionano i consigli parrocchiali, come non funzionano i consigli economici delle parrocchie e ne è segno evidente la difficoltà con cui arrivano in diocesi i bilanci parrocchiali.
E’ inutile parlare di Concilio se non lo si attua e la sinodalità non è ancora il nostro metodo.
Compito del prossimo CPD sarà innanzi tutto la riduzione del numero degli Uffici, forse tornando alla “trilogia”: Liturgia, carità ed Evangelizzazione.
Per quel che riguarda il Giubileo, esso è una grande occasione: “l’architrave che sorregge la vita della chiesa è la misericordia”. Non aumentiamo le iniziative, piuttosto ogni iniziativa sia improntata alla misericordia. Riproponiamo il sacramento della riconciliazione: ad esso i sacerdoti dedichino tempo, anche se non viene nessuno; riproponiamo nelle varie realtà l’opera di misericordia della correzione fraterna.
La seduta è tolta alle ore 22,45.
Il segretario
          Maria Chiara Giacomucci