Archivi della categoria: Omelia

Esequie di Greta, Chiesa di Maria SS. Assunta in Pieve Fanonica
18-05-2020

Di fronte ad una tragedia come questa, la morte di Greta avvenuta mentre si affacciava alla vita, non ci sono parole capaci di consolare i suoi genitori, Cristina e Ciprian. Le nostre voci non potrebbero mai lenire una ferita così grande, perché il dolore di una madre e di un padre è proporzionato all’amore con il quale si lega ai figli. Quando una donna diventa madre e un uomo padre rimangono tali per sempre. Non esiste conforto per una mamma e un papà che soffrono per la morte di una loro creatura; per un genitore la scomparsa di un figlio è più dura della propria morte. In circostanze così drammatiche c’è spazio solo per la condivisione del dolore, per un abbraccio silenzioso. Il silenzio appartiene al nostro linguaggio di consolazione: è un’opera concreta di partecipazione alla sofferenza; è un modo per sostenere chi porta un peso che lo schiaccia, sussurrando: “Appoggiati alla mia spalla e piangi. Non ne provar vergogna. Piange chi ama. Piangi, ma non disperare”. (…)

Ultima raccomandazione e commiato di don Sergio Andreoli, Cimitero Comunale di Foligno
30-04-2020

“Nessuno può venire a me, se non lo attira il Padre che mi ha mandato; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno” (Gv 6,44). Queste parole aprono la pagina evangelica che la Chiesa proclama oggi nella liturgia della Parola; ci assicurano che il Padre, senza violare lo spazio riservato al libero arbitrio, esercita una eccezionale forza di attrazione su ogni uomo. Attraverso il varco del Cuore trafitto di Cristo, crocifisso e risorto, ci introduce nell’abbraccio della sua infinita misericordia. L’allungarsi dell’ombra della morte su don Sergio non restringe ma allarga su di lui il cono di luce del giorno radioso e splendido della Pasqua del Signore. (…)

Solennità di San Feliciano – Secondi Vespri
24-01-2020

Fratelli carissimi, la Passio sancti Feliciani disegna la biografia del nostro Patrono piuttosto che gli Atti del suo martirio. La parola dell’apostolo Pietro, che abbiamo ascoltato, si rivolge a quanti, come san Feliciano, hanno sofferto a causa del Vangelo: “Nella misura in cui partecipate alle sofferenze di Cristo, rallegratevi” (1Pt 4,13). La ragione di questo invito alla gioia è duplice: la sopportazione delle sofferenze, patite per il nome di Cristo, assicura la partecipazione alla sua gloria e permette allo Spirito di Dio di trovare riposo nel cuore dei suoi fedeli.
Che lo Spirito santo riposi nei nostri cuori ho potuto sperimentarlo, con meraviglia nuova, durante la Visita pastorale, conclusa con la processione appena terminata. Cammin facendo, oltre a riconoscere i “semi del Verbo” sparsi ovunque – al quadrivio della nostra città, ai crocicchi delle strade e all’interno di tante abitazioni –, mi sono reso conto che, come discepoli del Signore, il problema non è essere poco numerosi – i giovani sono l’indice più alto di questo processo –, quanto piuttosto diventare insignificanti. C’è bisogno, dunque, di una Chiesa che non abbia come obiettivo pastorale quello tattico del mantenimento, ma quello strategico della formazione delle coscienze. C’è bisogno di una Chiesa che faccia squadra: è la condizione per camminare insieme. C’è bisogno di riconoscere che “il problema non è la riforma delle istituzioni, le chiese vuote e la crisi delle vocazioni: il problema è la fede”. A questa diagnosi, compiuta da Benedetto XVI, Papa Francesco risponde con la terapia indicata nella Evangelii gaudium, in cui invita ad essere audaci e creativi nel “ripensare gli obiettivi, le strutture, lo stile e i metodi dell’evangelizzazione”. Non si tratta di preparare piani pastorali elaborati, ma di riproporre la missione come esperienza nativa e costitutiva della Chiesa, riconsegnando alle comunità cristiane gli Atti degli Apostoli. (…)

Solennità di San Feliciano – Primi Vespri
23-01-2020

La Chiesa da sempre ha considerato il dies natalis dei santi quello della loro “nascita” al Cielo e ha venerato i martiri prima ancora della Vergine Maria! Nel piano salvifico di Dio non è rimasta sterile la testimonianza di tanti martiri che, come san Feliciano, hanno versato il loro sangue, vivendo la fede eroicamente, cioè incondizionatamente e appassionatamente. Il martire contraddice la logica del mondo, perché risponde al timore della morte che odia la vita con un amore alla vita che non teme di morire per essa. Quanto questo sia vero Paolo ce lo ricorda con una domanda che suona come un’esclamazione: “Chi ci separerà dall’amore di Cristo? Forse la tribolazione, l’angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada?” (Rm 8,35). (…)

Festa della Santa Famiglia di Nazaret – Basilica di San Francesco d’Assisi, 28 dicembre 2019 – Ordinazioni presbiterali
28-12-2019

La festa della Santa Famiglia di Nazaret moltiplica la gioia grande di questo giorno, fatto dal Signore, in cui fr. Daniele Giombini, fr. Peter Hrdy e fr. Sosthene Ayena ricevono l’Ordine del presbiterato davanti a questo altare, eretto sulla tomba di San Francesco. (…)

Natale 2019 – Messa del Giorno
25-12-2019

Nel Mistero dell’Incarnazione – così prega la liturgia nella Solennità dell’Annunciazione del Signore – la Chiesa rivive nella fede il mistero in cui riconosce le proprie origini”. L’Incarnazione è la via di accesso all’intimità di Dio. “Senza Gesù Cristo – osservava Blaise Pascal –, non sappiamo né chi sia Dio né chi siamo noi”.

Solennità di Nostro Signore Gesù Cristo Re dell’Universo – Rito di ammissione agli Ordini degli alunni del Pontificio Seminario Romano Maggiore
23-11-2019

Nella Solennità di Gesù Cristo Re dell’Universo la Liturgia pone dinanzi ai nostri occhi l’icona della Croce (cf. Lc 23,35-43): “albero fecondo e glorioso, bilancia del grande riscatto, talamo, trono e altare”. La Croce è il talamo delle nozze pasquali dell’Agnello, è il trono dal quale Cristo regna glorioso, attraendo tutti a sé.

Omelia per la Solennità di Tutti i Santi, Basilica di San Pietro in Vaticano, Altare della Cattedra, 50° anniversario dell’ACR
01-11-2019

Nella solennità di Tutti i Santi lo sguardo della Chiesa pellegrina sulla terra si spinge verso l’orizzonte del Cielo. I santi non sono una “esigua casta di eletti”, ma una “moltitudine immensa” (cf. Ap 7,9), un’assemblea numerosa, gloriosa e festosa. Come quella dell’Acr!