Archivi della categoria: Omelia

Omelia per la Solennità di Tutti i Santi, Basilica di San Pietro in Vaticano, Altare della Cattedra, 50° anniversario dell’ACR
01-11-2019

Nella solennità di Tutti i Santi lo sguardo della Chiesa pellegrina sulla terra si spinge verso l’orizzonte del Cielo. I santi non sono una “esigua casta di eletti”, ma una “moltitudine immensa” (cf. Ap 7,9), un’assemblea numerosa, gloriosa e festosa. Come quella dell’Acr!

Esequie di Graziella Nizzi
16-10-2019

Fratelli carissimi, il Signore, che “dispone i tempi del nascere e del morire”, oggi ci ha radunato attorno a questo altare, di fronte al quale è deposta a terra la bara che custodisce le spoglie mortali di Graziella. Con la nostra preghiera di suffragio la affidiamo a Dio, che l’ha chiamata a Sé nella memoria di S. Teresa di Gesù, la grande mistica di Avila la quale, nelle sue Opere, scrive che “chi ha come amico Cristo Gesù e segue un capitano così magnanimo come Lui, può certo sopportare ogni cosa; Gesù infatti aiuta e dà forza, non viene mai meno ed ama sinceramente”.

Omelia per la Festa della Chiesa diocesana e ordinazione diaconale di don David Girolami
22-09-2019

“Non potete servire Dio e la ricchezza” (Lc 16,13). Si conclude con questa inappellabile sentenza una delle parabole evangeliche più paradossali, quella in cui un uomo ricco, dopo aver licenziato un suo amministratore disonesto, non rinuncia a lodarlo “perché aveva agito con scaltrezza”, facendosi degli amici “con la ricchezza disonesta”. L’astuzia dell’amministratore sta nel fatto che sana con il bene il male compiuto. Egli, però, appaltando alla carità quello che spetta alla giustizia, dimentica che con un atto di generosità si può espiare un’ingiustizia ma non si può sostituire la giustizia. L’esercizio della carità è intarsiato nella pratica della giustizia, come testimonia Zaccheo, il quale, dopo la sua conversione, pieno di gioia assicura al Signore: “Io do la metà di ciò che possiedo ai poveri e, se ho rubato a qualcuno, restituisco quattro volte tanto” (cf. Lc 19,8). Anche la diversità della quota – la “metà dei beni” come misura alta della carità e “quattro volte tanto” come unità di misura della giustizia – lascia intendere che il “manto” della carità non può coprire l’ingiustizia. […]

Omelia pronunciata in occasione dell’Incontro nazionale dell’Ordo Virginum
22-08-2019

“Nobilissima Regina del mondo”: così la liturgia, nell’odierna memoria, invoca Maria, la “Donna vestita di sole”, nobile per grazia, seduta al banchetto del Regno alla destra del Figlio suo. La metafora del banchetto, evocata dal brano di Vangelo appena proclamato (cf. Mt 22,1-14), è usata spesso nella Sacra Scrittura per indicare la gioia nella comunione e nell’abbondanza dei doni del Signore (cf. Is 25,6-12). “Il Regno dei cieli è simile a un re, che fece una festa di nozze per suo figlio” (Mt 22,2): così inizia la parabola che Gesù propone ai capi dei sacerdoti e ai farisei, identificandoli con coloro che declinano l’invito del re a partecipare al banchetto di nozze di suo figlio: hanno altro da fare, altri interessi. Il re non si perde d’animo, manda i suoi servi ai crocicchi delle strade e fa chiamare chiunque. I servi radunano tutti, “cattivi e buoni”, e la sala si riempie: a ciascuno di loro è data la possibilità di prendere parte alla festa, a condizione di indossare l’abito nuziale. Entrando nella sala, il re scorge che uno ne è privo e, per questa ragione, viene gettato fuori, senza pietà.

Omelia per il 2° anniversario della morte di S.E. Mons. Giovanni Benedetti, Vescovo emerito
03-08-2019

“Mille anni ai tuoi occhi, Signore, sono come il giorno che è passato, come un turno di veglia nella notte” (Sal 90,4). Queste parole del Salmista, se riferite a mons. Giovanni Benedetti, potrebbero essere così parafrasate: “Cento anni ai tuoi occhi, sono come il giorno che è passato”. Fratelli carissimi, il libro del Qoèlet ci ha ricordato che “tutto è vanità” (1,2). “È vanità e un grande male” non saper contare i nostri giorni (cf. Sal 90,12). “È vanità e un grande male” trascorrere la vita senza “cercare le cose di lassù”. San Paolo ci ha ricordato che occorre “rivolgere il pensiero alle cose di lassù, non a quelle della terra” (cf. Col 3,1-2). Non basta pensare alle cose di lassù per acquistare un cuore saggio, ma occorre anzitutto cercarle. Chi pensa alle cose di lassù non necessariamente le cerca: sono il peso degli anni e dei malanni che lo costringono a pensare alle cose di lassù senza cercarle. (…)

Veglia di Pentecoste
08-06-2019

“La Pentecoste è per la Chiesa ciò che per Cristo fu l’unzione dello Spirito ricevuta al Giordano”. Il bozzetto della Chiesa, realizzato a Pentecoste, trova il suo compimento nell’opera d’arte della nuova Gerusalemme. Lo Spirito santo è l’Artista della “bottega” della Chiesa, che ha come artigiano la libertà dei figli di Dio e come modello la Vergine Maria. Era giusto che la Madre di Gesù, che aveva accolto lo Spirito santo nella casa di Nazaret, si trovasse nella stanza al piano superiore con i discepoli, in attesa della Pentecoste.

Messa Crismale
17-04-2019

Prima di inaugurare il Triduo pasquale, varcando la soglia del Cenacolo, la liturgia ci invita a entrare nella sinagoga di Nazaret, che ha visto Gesù crescere “in sapienza, età e grazia” (cf. Lc 2,52). Circondato da conoscenti e vicini, Egli si alza a leggere il passo del rotolo di Isaia 61,1-2 e lo commenta, indicando nella sua persona la realizzazione della profezia: “Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato” (Lc 4,21).