Natale del Signore ‘ Messa della Notte

25-12-2008

‘Benedetto il Signore Dio d’Israele, perché ha visitato e redento il suo popolo’ (Lc 1,68): non trovo parole più pregnanti per rompere il ‘profondo silenzio’ di questa Notte santa. Sono le parole del Benedictus, con le quali Zaccaria, padre di Giovanni Battista, pieno di Spirito santo profetizza la nascita del Messia. Il cantico di Zaccaria si apre e si chiude confessando che Dio ci ha redento, visitandoci: ‘Verrà a visitarci dall’alto un Sole che sorge’ (Lc 1,78). Il Signore Dio non ci ha salvato rimanendo lontano da noi, stando a distanza, ma ha voluto salvarci coprendo la distanza che separa il cielo dalla terra, lasciando la sua ‘residenza’, il cielo, piantando la sua ‘tenda’ in mezzo agli uomini. Il Signore Dio non ha esitato a trasferire il suo ‘domicilio’ quaggiù sulla terra, e tuttavia l’uomo non gli ha rilasciato il ‘permesso di soggiorno’, ‘perché per loro ‘ dice l’evangelista Luca ‘ non c’era posto nell’alloggio’ (Lc 2,7). Giovanni, nel Prologo, in modo ancor più incisivo osserva: ‘Egli era nel mondo e il mondo è stato fatto per mezzo di Lui, eppure il mondo non lo ha riconosciuto’ (1,10); ‘venne fra i suoi, e i suoi non lo hanno accolto’ (1,11).