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Papa Francesco pellegrino alla Porziuncola - Editoriale per la "Gazzetta di Foligno"



Papa Francesco pellegrino alla Porziuncola
 



Il pomeriggio del 4 agosto Papa Francesco torna a farsi pellegrino alla Porziuncola. Egli, nella commemorazione del 65° anniversario di ordinazione sacerdotale del Papa emerito, ha rivolto a Benedetto XVI un indirizzo di saluto in cui ha fatto riferimento alla piccola porzione custodita, come perla preziosa, dalla Basilica di Santa Maria degli Angeli. “Lei, Santità, continua a servire la Chiesa, non smette di contribuire veramente con vigore e sapienza alla sua crescita; e lo fa da quel piccolo Monastero Mater Ecclesiae in Vaticano che si rivela in tal modo essere tutt’altro che uno di quegli angolini dimenticati (…). E questo permetta che lo dica con forza il Suo Successore che ha scelto di chiamarsi Francesco! Perché il cammino spirituale di san Francesco iniziò a San Damiano, ma il vero luogo amato, il cuore pulsante dell’Ordine, lì dove lo fondò e dove infine rese la sua vita a Dio fu la Porziuncola, la piccola porzione, l’angolino presso la Madre della Chiesa (…). Così, la Provvidenza ha voluto che Lei, caro Confratello, giungesse in un luogo per così dire propriamente francescano, dal quale promana una tranquillità, una pace, una forza, una fiducia, una maturità, una fede, una dedizione e una fedeltà che mi fanno tanto bene e danno tanta forza a me e a tutta la Chiesa”. In risposta a questo saluto, tanto commovente quanto disarmante, Benedetto XVI si è così rivolto a Papa Francesco: “La Sua bontà, dal primo momento dell’elezione, in ogni momento della mia vita qui, mi colpisce, mi porta realmente, interiormente. Più che nei Giardini Vaticani, con la loro bellezza, la Sua bontà è il luogo dove abito: mi sento protetto”. 

Cosa avrà spinto Papa Francesco a stabilire questo singolare parallelismo tra la Porziuncola e il Monastero Mater Ecclesiae in Vaticano? Senz’altro ha influito il fatto che egli stava maturando la decisione di compiere un’uscita fuori porta – l’unica in territorio italiano nell’Anno santo della Misericordia! – in occasione dell’apertura dell’VIII centenario del Perdono di Assisi. In prossimità di tale appuntamento giubilare, nella festa di san Benedetto abate, la piccola chiesa romanica su cui si erge la “cupola bella del Vignola” è stata testimone di un evento storico. Il Signore mi ha concesso il singolare privilegio di parteciparvi, presiedendo la liturgia penitenziale alla quale hanno preso parte le diverse fraternità francescane dell’Umbria, guidate dai Ministri provinciali. Essi, a nome di tutti, hanno confessato le colpe che, nel passato, hanno compromesso il vincolo di unità dell’intero Ordine. A questo gesto è seguita, come atto di “purificazione della memoria”, la concessione reciproca del perdono tra i quattro Ministri generali delle Famiglie francescane, conclusasi con un abbraccio di pace esteso a tutti i frati. Una corale preghiera di ringraziamento, pronunciata dai Vicari dei Ministri generali, ha preceduto il passaggio attraverso la Porta santa della Porziuncola, la quale assicura da otto secoli – anche a noi, così vicini a questo luogo benedetto dal Signore e abitato dalla “Vergine fatta Chiesa” – che la divina misericordia si estende fino alle estreme conseguenze del peccato: “per Dio anche i cuori duri come pietre sono terreno fertile”.





+ Gualtiero Sigismondi


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