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Indirizzo di saluto a S. B. Card. Béchara Boutros Raï


Beatitudine, a nome della Diocesi di Foligno Le do il benvenuto, confidandoLe che oggi sento dirette alla nostra città le parole che Isaia ha rivolto a Gerusalemme: “La gloria del Libano verrà a te” (Is 60,13). Lei, quale Patriarca di Antiochia dei Maroniti, vive in una terra che ha visto lo sviluppo del Cristianesimo: una terra di accoglienza e di convivenza che oggi è meta di una folla sterminata di profughi siriani, che costituiscono un quarto della popolazione complessiva. Il Libano è un paese in cui la Cristianità e l’Islam abitano lo stesso spazio da secoli: la bellezza e la fecondità del Libano risplendono in questa mescolanza di componenti diverse, in questa convivenza armoniosa tra cristiani e musulmani, autentico segno dei tempi.
Beatitudine, nel misterioso disegno della Provvidenza, che tutto dispone, le reliquie di San Marone sono giunte a Foligno da tempo immemorabile, quasi segno premonitore dei milioni di persone della diaspora libanese nel mondo! Esse sono state custodite prima nell’Abbazia di Sassovivo, poi nella Chiesa di Volperino e, attualmente, sono conservate nella Cattedrale di San Feliciano. La Diocesi di Foligno è custode orgogliosa ma non gelosa di tali reliquie, tanto è vero che il mio Predecessore, S. E. mons. Arduino Bertoldo, ha riconsegnato parte di esse al Patriarca Nasrallah Pierre Sfeir. Anch’io, Beatitudine, d’intesa con il Priore del Capitolo di San Feliciano, ho ritenuto cosa buona e giusta soddisfare il suo ardente desiderio di conservare nella sua Residenza patriarcale una reliquia di San Marone. Lei, in segno di riconoscenza, ha fatto omaggio a questa Cattedrale di uno splendido reliquiario: Le siamo profondamenti grati per questo Suo prezioso dono realizzato con il legno di cedro, una pianta che è simbolo del Libano.
Beatitudine, nel Cantico dei Cantici si legge che l’aspetto dell’amato che bussa alla porta dell’amata “è quello del Libano, magnifico come i cedri” (5,15). Un esemplare di questo albero – dono del suo Predecessore – cresce rigoglioso nel giardino dell’Episcopio: è segno dell’intensificarsi dell’abbraccio che la Civitas et Ecclesia Fulginatensis ha stretto con la Chiesa Maronita da Lei presieduta. L’ampiezza di questo abbraccio comprende quanti sono giunti con Lei a Foligno: il Prefetto della Congregazione delle Chiese Orientali, S. Em. card. Leonardo Sandri, gli Ecc.mi Ambasciatori della Repubblica Libanese presso la Santa Sede e in Venezuela, S. E. mons. François Eid, Procuratore patriarcale a Roma e la Comunità Maronita in Italia. Beatitudine, a Lei chiedo di benedire la Diocesi e la Città di Foligno con le parole del Salmista: “Il suo frutto fiorisca come il Libano” (cf. Sal 72,16). Benedica questa folla numerosa di fedeli raccolta in Cattedrale assieme alle Autorità civili e militari, che saluto con profondo rispetto. Se la piazza è il luogo ove i Folignati si incontrano come cittadini, la Cattedrale è lo spazio ove si riconoscono fratelli, cioè figli dello stesso “padre di famiglia”, San Feliciano, e oggi scoprono, grazie a Lei, di essere amici di San Marone.

+ Gualtiero Sigismondi, Vescovo di Foligno



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