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Parrocchia Parrocchia di San Egidio in Borroni

Indirizzo: Via Borroni - , 06034 FOLIGNO (PG)
Zona pastorale : ZONA PASTORALE CAMPAGNA
Tel: 0742 342709
Note:
La prima menzione di Borroni si legge in un documento del 1228, pubblicato nelle carte dell’abbazia di Sassovivo; vi si parla di un certo Martinello residente “in Burrunis”. Poi nel 1239 fu nominata la chiesa di S. Egidio a Borroni (“de Boronis”) nella Sentenza del cardinale Raniero Capocci sulla ripartizione delle tasse nella diocesi di Foligno. La comunità di Borroni faceva capo alla chiesa canonicale di S. Maria Infraportas; si separò da questa e si costituì parrocchia a sé stante all’inizio dell’epoca moderna. Nel 1912 questa parrocchia contava 437 abitanti, quasi tutti dediti all’agricoltura e quasi tutti analfabeti; nel 1940 salirono a 859; nel 1985 erano saliti ancora a 1.780; nel 2010 se ne contano 2800 e vanno ancora aumentando. Il parroco Don Valentino Valentini (visse dal 1856 al 1926; parroco a Borroni dal 1912 al 1926), nella sua voluminosa relazione (la più voluminosa tra tutte, 264 pagine!), preparatoria alla Visita pastorale del vescovo Giorgio Gusmini avvenuta nel 1914, parlò con entusiasmo della chiesa parrocchiale: “è una chiesa bellissima e tanto simpatica nella sua struttura interna ed esterna…viene meritatamene ritenuta…come una delle migliori Chiese della Diocesi di Foligno. È costruita sullo stile del secolo XVI, di forma ogivale…svelta e carina, esce un po’ dall’ordinario e prende un carattere tutto suo proprio ed originale… È quindi di notevole capacità e sufficiente per la popolazione della parrocchia”. La “Gazzetta di Foligno”, nel necrologio di Don Valentino, scrisse: “A Borroni non risparmiò spese e sacrifici per l’assistenza dei suoi parrocchiani, pel culto e per lo splendore della Chiesa, ove ha lasciato parecchi ricordi” (“Gazzetta d Foligno”, 1 maggio 1926). Oggi questa chiesa parrocchiale è rimasta carina, ma è diventata del tutto insufficiente per questa numerosa comunità. Lo stesso Don Valentini rilevò che la presenza del popolo alla Santa Messa “è discreta specialmente nel periodo dell’inverno e nei giorni in cui i contadini non accudiscono alle opere della campagna, e nei giorni come nei venerdì di marzo sacri alla Passione di Nostro Signore la frequenza del popolo è grande e così pure è grande in alcune feste di santi Protettori: S. Biagio, S. Apollonia, S. Andrea Avellino”. Ma dai tempi di Don Valentini ad oggi le cose sono molto cambiate; il territorio della parrocchia è diventato zona di espansione della città, le vecchie famiglie del paese sono diventate una minoranza (circa un terzo della popolazione), è diminuita la sensibilità comunitaria e s’è accresciuto un certo individualismo; molte devozioni popolari sono entrate in crisi; soltanto il livello culturale della popolazione è cresciuto notevolmente In epoca più recente, la pastorale a Borroni è stata caratterizzata dal laborioso ministero di questi parroci: dopo Don Valentino Valentini, venne Don Giuseppe Bellochi, fino alla morte avvenuta nel 1946; poi Don Archimede Ninassi (visse dal 1912 al 1994; parroco a Borroni dal 1947 al 1990, per ben 44 anni!); poi Don Sergio Andreoli dal 1990 al 1998. Don Archimede, nel suo lungo pastorato, si prese cura soprattutto del catechismo e intese mantenere le antiche tradizioni religiose; Don Sergio Andreoli si diede generosamente all’opera educativa dei giovani. La parrocchia di Borroni (1998) e quella di Sterpete (1995) confinante nel territorio, sono ambedue affidate al servizio pastorale dei piccoli fratelli di “Jesus Caritas”. Dal 1998 al 2005 è stato parroco di Borroni fratel Paolo Onori. Oggi è parroco fratel Gabriele Faraghini (dal 2005). Ma questi parroci devono superare diverse difficoltà frapposte al loro lavoro, soprattutto per l’insufficiente spazio della chiesa parrocchiale, ma anche per la ristrettezza degli ambienti destinati alle attività catechistiche e oratoriali. Va ricordato che nel territorio di questa parrocchia è compresa la chiesa filiale dedicata a Maria SS. Assunta nella frazione di Tenne vicina a Borroni. Questa chiesa è menzionata nelle Carte dell’abbazia di S. Croce di Sassovivo fin dal 1105. Tenne smise di essere centro parrocchiale nel 1723. Recentemente questa comunità di Tenne ha avuto l’onore di essere servita, in vari modi, da un laico la cui memoria è in benedizione; era chiamato “Peppe santo”, il cui vero nome era Giuseppe Casini; scrisse di lui, diverse volte, anche il giornale diocesano “La Gazzetta di Foligno”; ci permettiamo di consigliare, per esempio, la lettura dell’articolo In ricordo di Giuseppe Casini, pubblicato il 2 luglio 2006.


Gli Incarichi
Fratel LEONARDO ANTONIO DE MOLA Parroco In Solidum Moderatore





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