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Parrocchia Parrocchia di Santa Maria Infraportas

Indirizzo: P.zza San Domenico n. 11 - , 06034 FOLIGNO (PG)
Zona pastorale : ZONA PASTORALE CITTA'
Tel: 0742 350517
Fax: 0742 350517
Indirizzo E-Mail: vicario.episcopalediocesidifoligno.it
Note:
Il più antico ricordo di questa chiesa risale al 1087, quando un piccolo ospedale vi era addossato. Nel XIII secolo vi risiedeva un capitolo di canonici, ed era il terzo in città, dopo quello di S. Feliciano e quello del Santissimo Salvatore. Il capitolo canonicale di questa chiesa durò fino al secolo XIX. È elemento di curiosità questo originale nome “Infraportas”; esso si deve al fatto che originariamente questa chiesa era situata fuori delle mura della città e perciò si chiamava S. Maria “Foris portam”; quando nel secolo XIV fu costruita una nuova e più ampia cinta di mura, la chiesa si trovò in mezzo tra la cinta antica e quella nuova, perciò venne detta “Infraportas”. Le pareti di questa chiesa contengono una vera e propria pinacoteca della migliore pittura folignate. La comunità parrocchiale riceve molti insegnamenti figurativi semplicemente guardando questa Bibbia pittorica. Ricordiamo, per esempio, il Cristo Portacroce, sotto il primo arco del lato sinistro; il volto di Cristo sembra interpellare il fedele che lo guarda; c’è negli occhi del Salvatore una infinita offerta d’amore unita a uno straziato dolore; l’autore di questa immagine sembra sia il più noto pittore folignate, Niccolò di Liberatore detto l’Alunno. Altre pitture, come quelle di Ugolino di Gisberto e di un seguace di Giovanni di Corraduccio, ricordano la tenerezza di Maria con una rara soavità di colori e di tratti. Non sapremmo dire il senso di una rarissima immagine di S. Disma, il buon ladrone; ma siamo sicuri che il San Girolamo di Pierantonio Mezzastris, con i suoi occhi assorti e le mani giunte, invita la comunità che lo guarda ad una sentita preghiera contemplativa. Questa parrocchia, in epoca recente, ha visto aumentare notevolmente i propri abitanti; agli inizi del Novecento contava 1842 persone, di cui 1076 in città e 756 nella campagna, arrivava infatti fino ai confini di Sterpete, Borroni, Cave; nel 1985 raggiunse 3603 persone; nel 2011 conta 4030 abitanti. Ciò si deve al fatto che la comunità parrocchiale ha incluso gli abitanti della periferia occidentale della città, senza perdere la propria identità, come invece altre parrocchie cittadine. Nella relazione preparatoria alla Visita pastorale del Vescovo Giorgio Gusmini (avvenuta nel 1914) il priore Don Costantino Raimondi rilevò che i cinque sesti della popolazione della parrocchia potevano dirsi composti da gente povera; precisò infatti che abbastanza spesso egli celebrava funerali more pauperum. Riconobbe poi che “D’indifferenti in fatto di religione ve ne sono pochi, e pochissimi increduli”, venuti semmai da fuori Foligno; coloro che si erano allontanati dalla Chiesa, lo avevano fatto con motivazioni soprattutto politiche. Nel XX secolo due parroci hanno largamente caratterizzato la vita cristiana di questa comunità: Don Enrico Ortolani, che fu parroco per 33 anni (dal 1919 al 1951) e Don Domenico Fedeli, che lo fu per 42 anni (dal 1951 al 1993). Il primo fu umile ed amabile, benvoluto da tutti, anche da gente lontana dalla pratica religiosa; durante il suo funerale, si vide, per esempio, un non praticante piangere sulla salma di Don Enrico perché “prete buono con tutti, caritatevole, aveva sempre una buona parola da dire, ha fatto sempre del bene, è vissuto povero ed è morto povero”: così si scrisse nel periodico parrocchiale del 1951. Il secondo, Don Domenico, è stato una figura emblematica, molto presente nella vita della gente, costruttore del grande salone parrocchiale ad uso di cinema, educatore di un vasto stuolo di giovani. Fu Don Domenico a dare slancio ad alcuni gruppi parrocchiali di Azione Cattolica e ad accogliere le comunità neocatecumenali. Dal 30 aprile 1994 il parroco è mons. Paolo Aquilini, coadiuvato, dall’Avvento 2009, dall’ucraino Don Stefano Dolepa; vi servono anche due diaconi: Piergiorgio Selvi e, dal 2010, Stefano Pollice. Per lo zelo di mons. Paolo Aquilini questa parrocchia si è dotata di un Oratorio ben attrezzato, che qualifica largamente questa comunità. Il decreto vescovile che riconosce l’Oratorio porta la data del 18 gennaio 2008. Mons. Aquilini rilevava, in una lettera al Vescovo Arduino Bertoldo spedita allo scopo di ottenere il riconoscimento, che l’Oratorio INFRAPORTASPORT “è uno strumento privilegiato e prioritario con cui svolgere l’impegno educativo della parrocchia nei confronti di tutta la realtà giovanile: è una realtà che educa all’integrazione tra fede e vita, grazie al servizio di una comunità di educatori, frutto di comunione e di collaborazione tra giovani e adulti”. Del resto l’Oratorio di questa parrocchia si situa, oggi, in una società civile di quartiere che è molto intraprendente e dinamica, ben diversa da quella descritta da Don Costantino Raimondi un secolo fa. Va ricordato che nel territorio di questa parrocchia vi sono tre vetuste chiese: S. Magno, Santissimo Crocifisso, S. Caterina. Quella di S. Magno, antica sede di collegiata, è stata variamente “martirizzata” lungo i secoli, infatti, trovandosi fuori delle mura cittadine, è stata saccheggiata da vari eserciti, talora ridotta ad ospedale militare o trasformata in magazzino militare. Dal 1790 ha ospitato la confraternita di S. Isidoro, cara ai contadini. Questa attenzione ai contadini della pianura folignate si dovette, agli inizi, ad un sacerdote riformatore, mons. Domenico De Rossi che andrebbe meglio studiato, non solo come esponente della temperie culturale dell’illuminismo cattolico, ma anche come una gloria del clero diocesano. Non distante dalla chiesa parrocchiale, c’è anche la bella chiesa del Santissimo Crocifisso, sede della omonima Confraternita e ora proprietà del Comune per una recente permuta. Vicina alla chiesa parrocchiale troviamo anche l’ex cappella monastica di S. Caterina; il monastero fu soppresso nel 1860, ed ora l’antica chiesa è proprietà del Comune.


Gli Incarichi
Mons PAOLO AQUILINI Parroco





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