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Statuto del CPaD   versione testuale

DIOCESI DI FOLIGNO
STATUTO DEL CONSIGLIO PASTORALE DIOCESANO
 
Art. 1 - Natura
Il Consiglio pastorale diocesano (CPaD) è un organismo consultivo, segno e strumento della partecipazione di tutte le componenti del popolo di Dio alla vita e alla missione della Chiesa particolare, sotto la guida del Vescovo diocesano, 'visibile principio e fondamento di unità' (LG 23). La Chiesa particolare, che è presenza e figura della Chiesa universale in un territorio, è il soggetto principale a cui debbono fare riferimento le parrocchie e le unità pastorali, le comunità religiose, le aggregazioni laicali, i singoli fedeli.
Art. 2 - Finalità
Al CPaD compete, sotto l'autorità del Vescovo, studiare, valutare, proporre conclusioni operative e lungimiranti su tutto ciò che riguarda le attività pastorali della Diocesi (can. 511). In particolare dovrà:
a)      favorire in tutti i modi la comunione sincera e la convinta collaborazione tra parrocchie, associazioni, movimenti, gruppi, istituzioni, e cioè quella 'pastorale integrata' che è lo stile della Chiesa missionaria;
b)     studiare, anche con apposite ricerche, la situazione pastorale della Diocesi e i problemi emergenti di particolare gravità e urgenza;
c)      concorrere ad elaborare i progetti pastorali annuali o pluriennali sulla base delle direttive del Vescovo, della CEI e della CEU, portandoli a conoscenza di tutti, favorendone l'attuazione con adeguate iniziative e verificandone i risultati;
d)     organizzare i convegni pastorali annuali, i corsi e gli incontri di studio e di aggiornamento, in collaborazione con gli organismi interessati;
e)      sollecitare la costituzione e il corretto funzionamento dei consigli pastorali parrocchiali o di unità pastorale e dei consigli zonali.
Art. 3 - Composizione
Il CPaD è composto da fedeli, sia chierici, sia membri di istituti di vita consacrata, sia soprattutto laici (can. 512 §19), che si distinguono per fede sicura, buoni costumi e prudenza (can. 512 §3), scelti in modo che attraverso di loro sia rappresentata tutta la Diocesi (can. 512 §2), veramente esperti di apostolato e di vita pastorale e perciò idonei a rappresentare e interpretare i bisogni e le attese della comunità diocesana.
Il CPaD è composto da:
Membri di diritto:
-         il vicario generale
-         il segretario del Consiglio Presbiterale
-          i direttori degli uffici pastorali                                                         (14)
Membri scelti per elezione:
-          presbiteri eletti nelle zone pastorali                                     (5)
-         laici in rappresentanza delle zone pastorali                         (13)                                                (5 per la zona 'città', 3 per la zona 'campagna', 2 per la zona 'valle del Topino', 2 per la zona 'Spello',  1 per la zona 'montagna-valle del Menotre')        
-          laici designati dalla Consulta della aggregazioni laicali                     (5)
-         presidente diocesano dell'Azione Cattolica
-          religiosi designati dal CISM                                                          (2)
-          religiose designate dall' USMI                                                      (2)
-          diaconi designati dalla comunità diaconale                          (2)
Membri nominati dal Vescovo                                                                                     (4)                             
Il Vescovo può nominare liberamente altri membri, avendo cura che il numero complessivo non superi le cinquanta unità.
Art. 4 - Durata e carica
1.      Il CPaD ha una durata di cinque anni.
2.      Il CPaD decade quando la sede episcopale diventa vacante (can. 513 §2).
3.      Dalla qualifica di membri del CPaD si può decadere per dimissioni, per indegnità o per due assenze ingiustificate.
4.      Le dimissioni, che vanno sempre presentate per iscritto al Vescovo, diventano effettive quando vengono accolte.
5.      L'indegnità, conseguente a comportamenti contrastanti con la retta fede e i buoni costumi, deve essere riconosciuta dal Vescovo.
6.      Venendo a mancare un componente per i motivi sopra ricordati, subentra nell'incarico, per tutta la durata del CPaD, un'altra persona designata dalla realtà ecclesiale di provenienza.
Art. 5 - Presidente
Il CPaD è per sua natura presieduto dal Vescovo. Solo a lui compete, direttamente o tramite un delegato da lui stesso designato, predisporre l'ordine del giorno, convocare e presiedere le riunioni, approvare gli atti deliberati e renderli di pubblico dominio (can. 514 §1).
Art. 6 - Segreteria
1.      La segreteria è composta da tre persone, che vengono elette a maggioranza assoluta dal Consiglio e approvate dal Vescovo:
a)      il segretario, che è sempre un laico, cui compete l'animazione del CPaD e la responsabilità organizzativa ed esecutiva;
b)      due consiglieri, con responsabilità delegate.
2.      Alla segreteria compete in particolare:
a)      curare la redazione dell'ordine del giorno con i documenti annessi e inviare la relativa convocazione, con quindici giorni di anticipo, sia delle riunioni ordinarie che straordinarie;
b)      tenere i collegamenti con le realtà diocesane e gli enti pubblici;
c)      organizzare convegni, corsi, assemblee, promossi dal CPaD;
d)      curare la verbalizzazione;
e)      rendere note agli Uffici di Curia, per incarico del Vescovo, le decisioni prese;
f)         provvedere alle operazioni elettorali.
3.      La segreteria avrà cura di coinvolgere la Comunità diocesana nei lavori del CPaD, stabilendo regolari contatti sia con i consigli pastorali parrocchiali o di unità pastorale e i consigli zonali, sia con i responsabili delle varie aggregazioni di fedeli e delle comunità religiose.
4.      La segreteria provvederà anche a informare la Comunità ecclesiale tramite gli organi di stampa e radiodiffusione: 'Gazzetta di Foligno', 'La Voce', 'Radio Gente Umbra'.
Art. 7 - Commissioni
Per particolari esigenze all'interno del CPaD, possono essere costituite commissioni di ricerca e di studio. Le commissioni possono avvalersi della collaborazione di esperti.
Art. 8 - Svolgimento delle sessioni
1.      Per lo svolgimento delle sessioni del CPaD è richiesta la maggioranza assoluta dei consiglieri.
2.      La discussione è guidata dal segretario e il fine è quello di arrivare a un discernimento comunitario dove conta più la qualità degli interventi che il numero dei pareri. È ovvio, comunque, che si debba convergere verso scelte largamente condivise.
3.      Qualsiasi decisione in ordine all'opportunità ed eventualmente alla modalità attraverso cui dare attuazione alle indicazioni del CPaD spetta al Vescovo.
4.      Su tutti i membri del CPaD incombe l'obbligo della riservatezza sulle questioni trattate dal Consiglio.
Art. 9 - Convocazione
Il CPaD è convocato ordinariamente quattro volte l'anno. In via straordinaria può essere convocato dal vescovo ogni volta che lo reputi opportuno o su richiesta di un terzo dei suoi membri.
 
Foligno, 18 febbraio 2011
+ Gualtiero Sigismondi

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